«Comprare azioni Leonardo per cavalcare guerra in Ucraina»: il titolo di 'Borsainside' ha il merito di parlare chiaro, senza buonismi di facciata. Il Capitale è così, senza emozioni se non una: la paura, anzi il panico da perdita. 

A me, personalmente, vengono i brividi (non sanremesi) pensando di riempirmi il portafogli sul dolore di altri essere umani, che la guerra amplifica a dismisura nei popoli coinvolti a cerchi d'onda, da quella Ucraina che ci spaventa da vicino a quelle in Yemen e Syria che ci preoccupano da lontano. 

Leonardo S.p.A. di cui parla il titolo «è un'azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell'economia e delle finanze italiano, che possiede una quota di circa il 30%» [Wikipedia]. Dallo scoppio della guerra in Ucraina le azioni sono hanno avuto un trend positivo non ancora esaurito al momento in cui si scrive. La crescita delle quotazioni è stata rafforzata dalla decisione italiana di inviare sostegni militari in Ucraina.

Le quotazioni sono state anche sospese temporaneamente per eccesso di rialzo. Sorge allora una domanda: perché non sospenderle finché il 'mercato' non smette di essere turbato da eventi tragici in cui siamo direttamente coinvolti? Congelare o limitare o rendere meno facili i guadagni di guerra lo dobbiamo a chi perde tutto: vita, integrità fisica, casa, affetti. Non sono così ingenuo da non conoscere le regole del gioco speculativo: sarebbe un segno poco più che dimostrativo ma assai indicativo. Tuttavia, rispondere, come sento già nell'aria, che le regole non lo consentono, sarebbe una motivazione fragile in questo lungo periodo di eccezioni. 


© Marco Brusati
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