Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Esistono molti tipi di violenza, da quella fisica di cui si parla a quella verbale di cui si parla meno, a quella cantata di cui non si parla per nulla. 

Per i ragazzini fin troppo bambini è ormai abbastanza comune ascoltare i loro idoli musicali de-cantare pornograficamente una donna, 'sottometterla' verbalmente, trattarla da oggetto di piacere e come una preda tribale.Per esempio, mentre noi adulti  ci confrontiamo sulla più bella frase a sostegno della giusta campagna sociale anti-violenza, oggi, dico oggi stesso, al nostro fianco ci sono ragazzini che nelle playlist ascoltano, da soli e senza alcuna critica, un testo come «Shawty» - Rondodasosa feat.Sacky che recita così: 

«La mia shawty è 3arbi.
Pull up, pull up, pull up su un'Audi (Pull up) [avere rapporti in auto].
Nel letto un trio, non Migos* [in gergo, ispanici o latini; comunque è una parola con connotazione razziale].
Fo**o tutte le ho*s di TikTok [le put**nelle di Tik Tok, ovvero le ragazze che si esibiscono sulla nota App].
Red carpet se entro in disco [mi stendono un tappeto rosso quando entro in discoteca].
Quattro bit**es escon quand'esco [esco con 4 donne o ragazze, chiamate put**ne].
Fo**o una bad bi**h dentro una suite di Londra (Big man)» [anche qui si parla di rapporto con una donna, definita put**a].

Oppure un testo come «Top Gun» - FSK Satellite che recita così.
«La mia tipa big a*s (baing, baing), twerka sulla minc**a (baing, baing, baing) 
ho-ho top gun, bit*h, tira come un mitra (brr)» [la donna è definita pu**na].
«Ti pulappo con la gang»** [ti possiedo insieme ai compagni della gang].

Tutto questo, già di per sè difficile da scrivere, è il massimo che posso pubblicare censurando con gli asterischi, perché si va anche oltre quanto riportato. 

Tenendo presente che questi sono piccoli esempi e che non si sta dando un giudizio artistico o personale, devo ancora contatare che, purtroppo, anche nel mondo educante si pensa che 'alla fin fine è solo musica' o che 'la musica non ha mai fatto male a nessuno',  mentre si tratta del primo e potentissimo strumento di penetrazione culturale, che forma nuove architetture di pensiero. Pur non accusando nessuno di violenza o istigazione, questo tipo di canzone può lasciare il segno nella vita di chi si convince che queste siano le nuove normalità, perché 'è così che oggi si dice'. La musica ed i video non sono dei film o delle fiction: si parla in prima persona e le Star stanno diventando le nuove autorità morali.

La parola, con le immagini dei video a rinforzo, forma il pensiero individuale, che a sua volta genera l'orizzonte comunitario delle azioni possibili, che si chiama cultura: se vogliamo che questa sia rispettosa e non violenta o aggressiva, possiamo ignorare quello che passa 24/7 negli smartphone di ragazzini sempre più bambini?  Infine va detto che i primi ad essere aiutati a comprendere il loro mondo sono proprio i giovanissimi artisti: il silenzio adulto sta loro dicendo che 'va bene così', che 'basta avere successo' e che 'chi critica è soltanto un rosicone invidioso', mentre c'è un estremo bisogno che la creatività sia alleata e non estranea all'educazione.


© Marco Brusati
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