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Alzarsi di mattina e non sapere in che colore regionale sei finito o finirai in settimana. Chiederlo a tavola.

 
Iniziare a discuterne: si presentano tre posizioni diverse, una per ciascuno dei commensali.

Per farmi bello di bocca (dialettismo lombardo), cito Tacito: "Corruptissima re publica plurimae leges". Sguardi ferini in risposta, tipo quelli riservati a un bullo di periferia, linguistica in questo caso.

Immediata mia libera traduzione per salvarmi da un silenzio di piombo: "quando lo Stato si corrompe, si moltiplicano le leggi".
"Ah ecco": il massimo della risposta possibile.

Poi sento: "ma allora perché i centri commerciali sono strapieni?" Silenzio.

E poi: "ma perché i limiti sono regionali? Silenzio.
Si insiste: "metti che sono nella bassa Lombardia, prendo l'auto, la giro verso Nord e faccio 200 Km: sorpresa! Sono ancora in Lombardia; mentre se dallo stesso punto giro l'auto e vado a Sud, dopo meno di 150 Km arrivo in Toscana passando l'Emilia e di regioni ne tocco 3... così per dire". Silenzio.

Esce un "troppa Legge, nessuna legge". Non l'ho detto io, ma è ben detto.

Si sorride un attimo. Ma c'è da piangere.

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