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Dal segno della croce di Amadeus alla croce del superospite Achille Lauro che venne censurata dal Comune di Milano e che è in rete tutta da vedere, anche adesso. Dalla corona di spine di Fiorello al 'Dio benedica chi se ne frega'. Tre interventi.

06 marzo 2021

Mentre gli adulti giocano a trasgredire in TV, i ragazzini per strada fanno pratica.
'Dio benedica chi se ne frega': così si urla dal palco dell'Ariston al Festival di San Remo in prima serata.

Giornali e media online oggi riprendono questa frase anche nei titoli, come fosse il massimo della trasgressione e, per questo, degna di nota, spettacolare. In realtà si è solo ripetuto un tipo di messaggio che in rete i ragazzini sempre più bambini ricevono dai loro idoli con una frequenza sconcertante, tanto che hanno iniziato a crederci, come può raccontare anche questa ennesima sfida alla vita di cui, ma sì, 'chi se ne frega'.

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«Sdraiarsi in strada nonostante l'arrivo delle auto, cercando di schivarle all’ultimo momento. Un gruppo di ragazzini ci ha provato ieri sera a Rivoli, in corso Francia. Chi ha visto la scena ha chiamato subito la polizia ma quando le pattuglie sono arrivate sul posto i giovani si erano già dileguati perché il folle "gioco" non dura più di qualche secondo, viene filmato e finisce sui social. Ora gli investigatori del commissariato indagano per capire esattamente che cosa sia accaduto e provare a risalire ai ragazzini responsabili del gioco» [cf. La Repubblica del 6 marzo 2021].

E senza arrivare a questo, si potrebbe parlare con le e gli insegnanti di quinta elementare o prima media, facendovi raccontare la noia che alberga negli occhi e nel cuore di un numero crescente di studenti, medialmente iperstimolati, assuefatti alla realtà. Anche per questo diciamo 'chi se ne frega', sperando di essere benedetti? 

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5 marzo 2021

La Corona di Spine in testa a Fiorello diventa elemento coreografico in una performance con Achille Lauro. Insieme alla Croce e ai Chiodi, è un simbolo universale della sofferenza dell'Innocente, del Senza-colpa. 

In un Paese piegato dalla sofferenza di migliaia di innocenti, viene usato proprio un suo simbolo bimillenario, così,  per farci cose sopra, fuori misura, nei modi, nei gesti, nelle parole, come quelle del brano «Rolls Royce», che non è solo un'auto, ma il nome gergale di una pastiglia rosa di forma rettangolare, che contiene circa 200 mg di MDMA, vale a dire tra le 3 e le 6 pastiglie di droga-ecstasy e di cui ho scritto a suo tempo [QUI].

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«La gente è disperata, non ha voglia di far festa» ha detto Amadeus parlando del calo, anzi del flop degli ascolti. In realtà, la storia insegna che, anche nelle grandi tragedie, la gente ha voglia di far festa, magari con un mandarino e un'arancia come facevano i miei genitori a Natale sotto le bombe della seconda Guerra Mondiale. La gente avrebbe anche voglia di fare festa, ma non un festa così. Per me si chiude stancamente qui, anche se non è mai realmente cominciata. A-Dieu!

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4 marzo 2021

«Amadeus si fa il segno della croce prima dell'inizio del Festival di Sanremo 2021. A qualcuno il gesto non piace. In particolare, all'Uaar, l'Unione atei agnostici razionalisti.

"Era un po’ tutto concordato. Amadeus, che è un professionista, non il primo che capita, e la regia del Festival di Sanremo, hanno voluto inserire quel gesto, e in questo senso a me sembra davvero poco opportuno»: sono parole del segretario nazionale dell'Uaar, Roberto Grendene all'AdnKronos. Risponde così Famiglia Cristiana: «persino in un momento come questo si trova la forza di attaccare un gesto tanto pudìco, semplice, rivolto a credenti e non credenti». La polemica, a mio avviso, si può chiudere qui.

Nella stessa serata e sullo stesso filone tematico, va in onda anche la performance di Achille Lauro, il quale, da un po' di tempo a questa parte ed in altro modo rispetto a quanto mostrato da Amadeus, utilizza gesti, segni, simboli, figure appartenenti alla vita cristiana e cattolica in particolare; lo fa pure in prima serata sul palco dell'Ariston, portando un simulacro evocativo del 'Sacro Cuore', un angelo e le lacrime di sangue proprie di alcune manifestazioni mariane, nel modo che si può vedere nelle immagini sottostanti.

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Limitare però la lettura del fenomeno alla sua rappresentazione sul palco sanremese è decisamente insufficiente: nelle espressioni artistiche come questa, nate al tempo dei Social, tutto è presente sempre e contemporaneamente, rendendo impossibile distinguere quanto fatto in TV da quello fatto sul Web.  Alcune immagini possono aiutarci a comprendere il fenomeno artistico, di cui il Nostro è co-protagonista, non attore unico, avendo qui a che fare con un lavoro di squadra ed una filiera piuttosto lunga di rilievo internazionale.

Restando nel passato recentissimo e partendo proprio dalla croce: questa è un'immagine di luglio 2020 in cui il Nostro si rappresenta con shorts e stivali in latex e che il Comune di Milano non ha autorizzato ad affiggere nella centralissima Corso Como. Risultato: l'interessato se ne è 'lamentato' sul suo profilo Social, i giornali l'hanno ripreso e l'immagine oggi è in rete, li da vedere contemporaneamente al Festival [sulla vicenda, cf Il Giornale].

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Nel videoclip del brano «Me ne frego» portato a Sanremo 2020 e pubblicato dopo la manifestazione, vengono invece utilizzate sia l'iconografia della Pietà di Michelangelo, sia quella francescana.

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È bene rilevarne la lettura contestuale: «nel video di Me ne frego, Achille Lauro non canta in playback la canzone, ma lascia spazio alle coreografie della ballerina Elena D’Amario, che si muove tra giochi di buio e luce, fino ad apparire come una figura eterea (tra citazioni pittoriche), su un banchetto dionisiaco che si trasforma in una orgiastica scena di nudo»[cf. Leggo].

[I pixel di copertura delle prossime immagini sono miei e non ci sono nel video]

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«E poi Lauro, torna di nuovo nel video, con un saio francescano mentre accarezza un lupo, siede tra corpi nudi ed infine, cita se stesso nella performance sanremese, in cui si toglie il mantello, mostrandosi in “nude look”» [cf. Leggo]. 

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In conclusione, possiamo dire o pensare che si tratta di un utilizzo non-proprio della simbologia religiosa? O di una sorta di una più laica appropriazione culturale? E possiamo chiedere se e come la rappresentazione di Cristo morto in braccio a sua Madre e di un frate in stile francescano messi prima e dopo il video di un baccanale contribuisca a quell'unità di popolo cui le Istituzioni ci richiamano? Infine: nel segno di quale croce si sta 'celebrando' il Festival? 

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