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17000.pngTra le canzoni più gettonate del Festival di Sanremo, infatti, quella che già si trova nei cellulari dei giovanissimi, c'è «Il mago», del giovane Mudimbi, il cui progetto artistico impone una riflessione che riguarda la dignità della donna. 

Partiamo dalla canzone sanremese: è piacevole, si impara presto, anche se sarà difficile da cantare come tutti i brani Rap, Hip-Hop e Trap che sono inscindibilmente legati all’artista, al suo mood e alla sua personale narrativa.

Leggendo il testo de “Il mago”, tuttavia, c’è una frase indicativa di quello che l’artista sembra pensare della donna e che passa inosservata, se non la si legge nel contesto della sua produzione musicale. Si tratta del verso “la mia dolce metà sembra la copia di un bonsai” che, se fa sorridere, tradisce una visione della donna che Mudimbi esprime in tutta la sua veemenza nella canzone “Supercalifrigida”, realizzata con The Clerk.

In quel brano, di qualche tempo fa, racconta che la sua donna, pur non potendo avere rapporti con Mudimbi per una malattia, deve comunque soddisfare le sue voglie; e la richiesta, anzi la verbalmente violenta richiesta come nel migliore, anzi nel peggior Trap, avviene a suon di offese e di annichilimento della donna, trattata come un animale («a quattro zampe, come fa Scooby Do»), apostrofata come «scimpanzé», invitata senza mezza termini a stare «a cuccia, brutta bertuccia», apostrofata come «professionista o dilettante meretrice», colpita da un linguaggio d’odio e violento con frasi come «ti prendo, ti trito e ci faccio il ragù» e «ti faccio morire annegata come Harry Houdini», quest’ultima, un volgarissimo doppio senso. Tutta la canzone non è altro che un'esibizione della propria mascolinità che la donna deve abbassarsi a soddisfare.

E se vogliamo essere molto precisi ci sono dei richiami semantici tra le due canzoni: in entrambe si parla di «Mago» ed in entrambe si parla di una scimmia («Cita») e della banana «Chiquita»; così, chi segue l’artista sa riconoscere che quelle parole, neutre nel brano sanremese, in realtà non lo sono così tanto se lette alla luce della sua narrativa.
Certo, per andare a fare passaggi in Rai, anche i duri e puri del Trap, quelli che dicono sempre quello che vogliono, quelli che non si fermano davanti a nulla, quelli che sono liberi che più liberi non si può fanno i bravi. Ma quando escono dall'Ariston, ai concerti cantano quelle cose che vi ho raccontato: e io, padre di due figlie, mi vergogno a sentirle. E mi auguro ed auguro di cuore a Mudimbi che il successo sanremese porti nuove riflessioni nella sua vita di giovane artista. C’è sempre tempo, anche per cancellare i video di «Supercalifrigida» da Youtube, per il bene dei più piccoli che, lo sappiamo, lo seguiranno, anzi, lo stanno già seguendo.

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