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Nel silenzio del mondo educante, delle agenzie educative e purtroppo anche delle comunità cristiane, si è rotto l’argine che divideva l’infanzia dall’età adulta, il consentito dal vietato ai minori. Siamo in piena sexual deregulation.

Chiedete alle maestre o ai maestri. Io lo faccio regolarmente e la risposta è sempre la stessa: «già in quinta elementare, capita spesso che i bambini abbiano visto almeno una volta dei filmati hard» [QUI]

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Non è tutto come prima, non si tratta solo di cantanti e non è un fenomeno circoscritto, ma che interessa la totalità dei giovanissimi.

A Terni, due ragazzi di 15 e 16 anni sono morti nel sonno a causa di una sostanza tossica, probabilmente ceduta da uno spacciatore [QUI]. 

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Particolarmente problematica è la presenza di migliaia di video di minorenni che si esibiscono in movenze, messaggi, pose, condotte sessualmente non-neutre, canzoni a sfondo erotico, oppure con parole o scritte che riguardano la genitalità e la sessualità.

Tik Tok è una popolarissima App cinese, conosciuta, consultata o utilizzata dalla quasi totalità di preadolescenti ed adolescenti, nonché da moltissimi bambini.

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Canzoni, fiction e film rappresentano il divertimento di ragazzini sempre più bambini come tempo e luogo di sballo: ci si ubriaca, si fa uso di droghe come fosse la cosa più normale del mondo. Dalla finzione alla realtà il passo è putroppo breve, se non interviene il mondo educante che però non si intravvede all'orizzonte.

Roma non ha ancora finito di piangere Gaia e Camilla, le due ragazze di 16 anni uccise alla fine dello scorso anno da un proiettile in corsa guidato da un 20enne positivo ad alcoltest e drogatest.

 

 

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