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È essenziale, in ogni piano educativo e pastorale, porsi l’obiettivo primario di conoscere i compagni digitali dei ragazzini, sempre più bambini, lasciati soli ad affrontare un mondo disinteressato al loro bene. 

Un'indagine di Hope tra i partecipanti agli oratori estivi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni ha consentito di gettare un fascio di luce sui loro idoli musicali.

In questo periodo di educazione tutta zucchero e marmellata, tutta politicamente corretta e attenta a non offendere mai nessuno, un intervento come questo è uno schiaffo morale salutare. E che ci svegli, mi auguro.

Esther Arén Vidal è Ispettrice-capo della Polizia spagnola che contrasta gli abusi sui minori: è una che il male lo incontra tutti i giorni nei volti distrutti e nei corpi violati di bambine e bambini, ragazzini e ragazzine.

 

I Social Network usati nell'anonimato ed in gran segreto dai giovanissimi si stanno trasformando in non-luoghi di abusi e violenze, che, fuori da ogni attenzione educativa, si riversano nei luoghi della vita reale, con tutto il loro carico di disagio.

“Sei ridicola, hai 12 anni e ti comporti da tr**a”;“sei così piccola e carina, datti al porno”: sono di questo tenore molti commenti anonimi riportati su profili Instagram di ragazzine, visibili a tutti gli utenti.

Ai ragazzi e alle ragazze che rientrano nel recinto parrocchiale al termine delle vacanze estive, abbiamo il coraggio di chiedere come hanno riempito i mesi dedicati all’otium? Non per condannare, ma per partire dal loro vissuto concreto.

L’83% dei ragazzi e delle ragazze fa regolarmente abbuffate alcoliche, chiamate scientificamente “Heavy Episodic Drinking" (HED), letteralmente "pesanti bevute episodiche".

 

 

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