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EDITORIALI [approfondimenti]

"La pedofilia è l’ultimo tabù da abbattere attraverso la sessualizzazione precoce dei bambini” (don Fortunato di Noto).  Si presentano tre percorsi di riflessione per fare qualcosa più di niente.

Anche se c'è ancora, possiamo dire "c’era una volta" la fascia televisiva protetta per i minori, che si fondava su tre idee semplici, basilari e socialmente condivise, dalla mamma al prete, dal papà alla maestra-

Se le baby gang sono sempre più formate da bambini e giovanissimi che hanno a disposizione tutte le opportunità per non diventare dei violenti contro le persone e le cose, significa che sono entrati in relazione con soggetti che predicano la violenza.

Siamo portati a pensare alle baby gang come ad espressioni delle sottoculture periferiche delle grandi aree urbane, ma non è così.

I processi di emulazione, che consentono sia di aggregare il gruppo sia di distinguerlo dalla massa, si attivano anche nella relazione tra i gruppi dei più piccoli ed i loro idoli, che divengono punti di riferimento etici e normativi. 

Tre artisti, due episodi e una considerazione. Chi legge, poi, tirerà le sue conclusioni. I tre artisti sono nati intorno agli anni Novanta, fanno Trap, un genere musicale che ai profani suona simile al Rap e all’Hip-Hop.

 

 

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