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Il twerking non è un ballo adatto a bambine e ragazzine, anche quando viene presentato col sorriso sulle labbra in trasmissioni a loro dedicate o in prodotti mediali in cui sono protagoniste.

Per chi  studia i fenomeni Social come TikTok, il film «Cuties» («Mignonnes») distribuito da Netflix è un già-visto: in rete, sono migliaia e migliaia le ragazzine che si esibiscono in maniera sessualmente non-neutra, in primis facendo twerking. 

Facciamo subito chiarezza: twerking (o «to twerk» o «twerkare») significa «ballare una musica famosa in un modo sessualmente provocante che coinvolge i movimenti di spinta dell'anca in una posizione accovacciata» (cf. dizionario Oxford online), essendo un tipo di danza sviluppatosi negli strip-club (cf. Wikipedia English); inoltre sui siti pornografici ci sono oltre un milione di video categorizzati alla voce twerking e sue varianti.

Per questa sua connotazione ontologica, si dovrebbe universalmente convenire che il twerking non è un ballo adatto a bambine e ragazzine, anche quando viene presentato col sorriso sulle labbra in una trasmissione come «Me contro te» prodotta da Disney e dedicata principalmente a bambini e bambine in età prescolare (cf QUI), a partire dai 3-4 anni.

Passando a Netflix, possiamo dire che in «Cuties» si scontrano 1) la trama e 2) le scene in cui le giovanissime ragazzine sono riprese in pose, mosse (e toccamenti) da strip-club che non lasciano molto all'immaginazione.

1) La trama: Amy, undicenne originaria del Senegal, vive con la madre, la zia e il fratello in un sobborgo di Parigi in attesa del ritorno del padre che è diventato poligamo sposando un’altra donna; ha difficoltà di inserimento e integrazione; soffre l'assenza del padre; entra in un gruppo di danza moderna composto da quattro ragazzine; ne diventa leader spingendo il gruppo verso un tipo di danza sempre più erotizzato; dopo esperienze con questi balli, Amy torna a giocare come una bambina. Se parliamo astrattamente del film senza pensare a chi lo ha realizzato, la trama sta in piedi, anche se non presenta novità sconvolgenti.

2) Le scene: sono profondamente disturbanti ed inficiano le buone intenzioni della trama, se si pensa che le protagoniste non sono ologrammi o personaggi di fantasia, ma ragazzine reali, con la loro vita, le loro relazioni e, soprattutto, con il diritto alla loro intimità, che qui è stato violato con immaginabili conseguenze sulla loro vita.

Ecco alcune delle immagini prese dal film: evidenzo che le stelle gialle di censura sono mie e non ci sono nell'orginale.

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Se qualcuno, come me, si è sentito scosso, mi scuso, ma ho ritenuto importante pubblicare queste immagini sia per far capire di cosa stiamo parlando, sia per rispondere alle critiche di chi accusa gli «scandalizzati» di avere visto solo la locandina originaria del film, poi ritirata e sostituita. Come si vede, la vecchia locandina era in linea con le scene girate dalle ragazzine, dalle quali ho tagliato immagini con primi piani anatomici ancora più imbarazzanti, persino difficili da censurare.

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In conclusione, restano aperte tre domandeLa prima: senza le scene «esplicite» il film sarebbe stato distribuito a livello globale? La seconda: se un regista volesse per esempio condannare la pornografia perché offende la dignità della donna, girerebbe un film con scene pornografiche e una bella trama che facesse alla fine intendere la sua condanna del fenomeno? La terza, più importante: quale rispetto è stato tributato alle piccole attrici?

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Netflix messa sotto accusa dal Gran Giurì della Contea di Tyler in Texas per «Cuties», alias «Mignonnes»

Viene da Tyler, una piccola contea del Texas con poco più di 20mila abitanti una 'sfida' giuridica a Netflix, il gigante della distribuzione mondiale di video in streaming, messo sotto accusa per la distribuzione sul territorio del film «Cuties», alias «Mignonnes», poiché «raffigura esibizioni oscene della zona pubica di un/a bambino/a [originale «child»] vestito/a o parzialmente vestito/a di età inferiore ai 18 anni che fa appello al pruriginoso interesse per il sesso e non ha un serio valore letterario, artistico, politico o scientifico». In un successivo comunicato stampa, il Procuratore Distrettuale Luca Babin ha confermato che il 1° ottobre la citazione è stata ufficialmente consegnata alla Compagnia. Ha poi ribadito che la sezione 43.262 del codice penale Texano vieta il tipo di esibizione per ora contestato, che la violazione di tale norma è sanzionata con la detenzione e che gli imputati sono innocenti fino a prova contraria. [Fonte: Avv. Matt Schaefer]

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L'Autore studia l'influsso dei modelli antropologici mass-mediali sull'educazione e divulga i risultati delle analisi attraverso gli scritti e la formazione per docenti, genitori ed educatori, online o in presenza. È professore a contratto presso l'Università degli Studi di Firenze nel master "Comunicazione istituzionale". Ha curato i contenuti di numerosi eventi ecclesiali, nazionali e internazionali con oltre 5 milioni di partecipanti. Vive nell'area metropolitana di Milano. Info e contatti QUI

 

 

 

 

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