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Ufficialmente quasi nessuno lo conosce, ma moltissimi lo ascoltano, come dimostra il fatto che il suo primo lavoro con una bestemmia come titolo è stato in cima alla classifica della piattaforma musicale usata dai giovanissimi.

A inizio luglio l'artista Trap God ha pubblicato il suo secondo album intitolato «Street Cinemv», che segue di una ventina di mesi l'album di esordio, «P***» (bestemmia, ndr).

Pochi ufficialmente ammettono di conoscerlo, ma moltissimi lo ascoltano come dimostra il fatto che il primo lavoro, quello con una bestemmia come titolo, è stato in cima alle classifica di Spotify-viral, ovvero il sistema di ascolto gratuito presente negli smartphone dei giovanissimi. Inoltre, è presente in tutte le principali piattaforme digitali globali: Amazon (1° album), Apple Music, Deezer, Tidal, oltre a Spotify (1° e 2° album).  Andiamo ad analizzare il contenuto del progetto artistico suddividendone le citazioni* per macro-temi: come sempre, parliamo di contenuti, ferma restando la possibilità che un artista possa cambiare la strada creativa che sta percorrendo.

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Stupri e incesti
Non servono parole di commento, ma un silenzio di vergogna anche per il silenzio di tutti, quando ascoltiamo: «il mio hobby è lo stupro»; «ho stuprato un’anziana»; «sto stuprando le mie sorelle»; «mia sorella si fa di eroina la sco*o con tutti i miei amici»; «ho pensieri sessuali su mamma».

Deep-web, sesso e minori
In un passaggio, l’artista parrebbe raccontare di immagini di sesso minorile su un dispositivo [«Sharp», ndr]: «pu**anelle nel mio Sharp (…) minorenni pornostar senza stare su YouPorn»; in un altro passaggio, riferisce che «dalla scena del deep web, okay, ho pensieri da pazzi, okay, sto filmando ste bimbe, okay mentre succhi**o ca**i, ay (brrrah)».  Certo, sappiamo che la parola «bimbe» potrebbe significare «ragazze» e non «bambine», ma cosa vuol dire che i filmati pornografici di «bimbe» vengono «dalla scena del deep-web», dove si trova quello che la pornografia «legale» non può offrire sul web ordinario?

Sexting
Sono diverse le volgarità a sfondo sessuale di cui non è possibile dar conto, ma non si può ignorare un crudo passaggio sul sexting«la mia prof non mi dice mai niente. Ho le foto di lei seminuda. Sa che se dice qualcosa la foto in un'ora si gira la scuola. E poi un'altra scuola uh. (…). E poi si suicida che ca**o mi frega»: qui è descritto l'atto persecutorio dal punto di vista di chi lo compie con tragiche conseguenze per la donna.

Bestemmie e satana
Il progetto artistico si connota anche per le bestemmie ripetute e gravissime contro Dio e la Madonna. Resta da evidenziare che il primo album aveva come titolo «P***», una bestemmia ed è ripreso senza censura da tutti i canali web e le piattaforme di diffusione musicale. Parallelamente, l’artista talvolta si identifica con satana quando canta: «sono l’anti Cristo». «triplo 6 è il mio numero (chiamami)»; oppure quando titola un brano «666»; come noto, 666 [o triplo 6] è il numero rappresentativo del demonio.

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Droga (e bambini)
La droga e le sostanze dopanti ad uso ricreativo inclusi i medicinali rappresentano un tema portante e non saltuario, come dimostrano le decine di frasi a riguardo: «a mia madre piace la coca»; «sto vendendo crack»; «prendo 14 Valium»; «ho appena preso 2 Xanax»; «ho la merce del mio boss dentro il cofano del Suv»; «4 grammi nel mio blunt [grossa canna ndr]», «sono fatto di anestetici»; «guido in MD» [sotto effetto di metanfetamina ndr]; «flexo se mi va, sennò, fan**lo, mi drogo»; «cocaina in corpo sfondo il blocco della pula» [la polizia, ndr]; «droga nelle calze»; «amo la coca con tutto il mio cuore»; «MD, shaboo» [metanfetamine, ndr]; «spaccio droga davanti a Brumotti»; «soldi, droga, tr**e nella tasca ketamina»; «hey l’eroina mi guida»; «uh meno male che ho coca»; «spaccio crack sotto casa dei Migos»; «ho tutte le droghe possibili, ho preso gli antidepressivi»; «amo pippare, con la cocaina sto bene»; «Kili su Kili, ho 7 tipi di anfetamine»; «fumo erba, vado K.O.»; «questa DMT mi risveglia, pineale sedata» [la Dimetiltriptamina o DMT, agisce sulla ghiandola pineale, facendo perdere all'individuo la concezione del tempo e dello spazio pur rimanendo cosciente, ndr]. In più, in questo progetto artistico si ha il coinvolgimento di bambini nella scena narrativa legata alla droga. Quattro citazioni fanno più di un indizio: «Instagram con mio figlio mentre la sto pippando» [faccio una foto mentre tiro di coca, ndr]; «vendevo coca all’asilo»; «mia figlia che piange le do un grammo di anfetamina»; «do coca ai miei cugini piccoli». 

Armi (e bambini) 
Il linguaggio particolarmente brutale è un'altra caratteristica sostanziale di questo progetto artistico. Per farsi un’idea del repertorio, ecco alcune citazioni: «ho il mitra sotto il divano, il primo che sbaglia p*** [bestemmia, ndr], gli mitraglio il cranio del c***o; sono il nuovo führer»; ho un fucile a pompa»; «in famiglia stanno festeggiando, io prendo il Bazooka e gli sparo»; «armi per la ganga [la gang, ndr], patti con la mafia»; «armi vere dentro il mio garage; il mio ghetto sembra Černobyl', con il mitra non mi serve il pass»; «ferro [pistola, arma, ndr] sotto il letto per chi viene a trovarmi, 9 buchi in testa e mi faccio i domiciliari ok». Anche in questo caso il coinvolgimento di bambini nella scena narrativa porta questo progetto Trap oltre gli altri già presenti sul mercato: «metto coca nella pasta, uh, do la pistola ai bambini».

Minaccia al Papa 
In questo contesto verbale, è degna di evidenza anche una minaccia di morte al Papa, con tanto di bestemmia annessa: «ho un proiettile pronto per ficcarlo in testa a quel p*** [bestemmia, ndr] di papa». 

Note di metodo e di merito
Fatta questa carrellata dimostrativa del progetto, ci sono alcune note di metodo e di merito da fare.

Alcuni commentatori citano frasi del repertorio rap e hip-hop per dimostrare che ci sono dei precedenti analoghi come Kill You di Eminem; si tratta di una giustificazione fragile per tre ragioni: la prima è che il tempo non sana la gravità della violenza verbale; la seconda è che dal 2005, anno della maturità dello smartphone, questi messaggi artistici arrivano nelle playlist di ragazzini sempre più bambini che non hanno la maturità per analizzarli criticamente, soprattutto perché adulti a fianco non ce ne sono abbastanza; la terza è che risulta singolare vedere i critici del passato dogmatico, retrogrado e costrittore spostarsi su posizioni tradizionaliste, appoggiandosi al passato per motivare il presente. 

Altri commentatori, poi, sostengono che il successo in rete di questo tipo di progetto derivi dall'ascolto ironico, non dettato dal consenso ai contenuti, ma dal desiderio di riderci sopra o dalla curiosità di vedere fin dove uno si spinge; a mio avviso non fa alcuna differenza se un adolescente ascolti prodotti come questo perché ne condivide i contenuti o perché vuole riderci sopra con gli amici: le parole formano il pensiero, come insegnano i guardiani della lingua politically correct che stanno vietando o autorizzando alcune parole piuttosto che altre.

Inoltre, l'artista ha dichiarato che «tali contenuti sono unicamente a scopo artistico. Non rifare a casa, non prendere sul serio” e che «i testi sono talmente esagerati che è impossibile prenderli sul serio» [cf. arenafilosofika]. Come sostengo da sempre, questi lavori musicali vanno presi terribilmente sul serio perché, per primi ed in maniera straordinariamente efficace, aprono strade nuove nell'immaginario come uno sherpa culturale, iniziando percorsi che possono trasformare l’inaccettabile in accettabile per abitudine, per noia o perché così fan tutti. La finestra di Overton spiega bene come avviene questo processo di rovesciamento del sentimento verso un'idea inizialmente inaccettabile. Non possiamo dire di non sapere.

A supporto di questa posizione c'è un episodio assurto agli onori della cronaca nazionale: a giugno scorso, un gruppo di amici ha prenotato dei tavoli presso la discoeca Kursaal di Lignano Sabbiadoro dando come nome di riconoscimento «Centro stupri», presentandosi con le relative magliette e rilanciando la serata sui Social [QUI].

5309165_1642_t_shirt_shock_sindaco.jpgIn riposta, il Questore di Udine Manuela De Bernardin Stadoan ha sospeso per 15 giorni l'attività commerciale della discoteca per avere ammesso ed accettato una prenotazione a nome «Centro Stupri» e altri comportamenti di questo stile. Secondo il Corriere gli autori della festa hanno detto «non è quello che pensiamo davvero» e «siamo mortificati, ci dissociamo totalmente da quello che abbiamo scritto e detto». Non assomiglia alla giustificazione sostenuta da alcuni nei confronti del progetto artistico di cui stiamo parlando? L'episodio ci dice però che senza interventi, siano essi culturali, educativi o sanzionatori come in questo caso, i fenomeni non si sgonfiano da soli. Si sarebbero dissociati dalle loro azioni quei giovani se avessero ricevuto il plauso dei Social e basta?

Ci portiamo a casa questa importante lezione, mentre chi ha il compito sociale, civile o religioso, di intervenire brilla o per l'assenza di una posizione o per l'ostracizzazione di chi evidenzia la problematicità di simili progetti fruiti nella solitudine di uno smartphone da ragazzini sempre più bambini. 

Marco Brusati

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L'Autore studia l'influsso dei modelli antropologici mass-mediali sull'educazione e divulga i risultati delle analisi attraverso gli scritti e la formazione per docenti, genitori ed educatori, online o in presenza. È professore a contratto presso l'Università degli Studi di Firenze nel master "Comunicazione istituzionale". Ha curato i contenuti di numerosi eventi ecclesiali, nazionali e internazionali con oltre 5 milioni di partecipanti. Vive nell'area metropolitana di Milano. Info e contatti QUI

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*Le citazioni sono prese dai brani: «A mia madre piace la coca», «Suv», «Bronx», «P**** Rolex» [il titolo contiene una bestemmia]; «Fatti sullo Yatch», «Instagram con mio figlio»; «Dio è di Milano»; «666»; «Para pippar la bamba»; «Audi»; «Kili su Kili»; «Mio nonno ha l’alzheimer»; «All gang sh*t»: «Bronx».

 

 

 

 

 

 

 

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