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Una foto dice più di mille progetti educativi. Se si considerano anche  le centinaia di migliaia di visualizzazioni ne possiamo capire la portata.

Il trapper Sfera Ebbasta è forse il personaggio del settore più conosciuto dal mondo adulto, essendo associato, pur senza responsabilità diretta, alla tragedia della discoteca di Corinaldo, che ha lasciato a terra 6 morti e 59 feriti.

Il dibattito che ne è seguito, spesso curato da esperti improvvisati ed interessati allo scoop, ha portato alla luce la problematicità di un genere musicale che attira come mosche sul miele ragazzini e financo i bambini con il suo carico di droga, spaccio, alcol, insulti alle donne, violenza e tutto il repertorio di cui parlo negli editoriali di approfondimento di questo Blog: si tratta del Trap, cui appartiene, appunto, Sfera Ebbasta.

Tuttavia, non ci sono solo le canzoni: il mondo artistico al tempo dei Social non si nutre solo di produzioni discografiche e passaggi radiofonici, ma del flusso continuo di informazioni, in particolare su Instagram, dove le Star sottolineano con foto, video e storie quanto cantano, in un processo narrativo estremamente coerente, in cui tutto torna. Così, il 7 gennaio sul profilo Instagram di Sfera Ebbasta (il nostro esempio) è passata una serie di foto intitolata «La colazione è il pasto più importante» in cui si vede l'artista fumare uno spinello, mentre in bella vista sul tavolo ci sono delle buste contenenti dell'erba che non paiono proprio delle tisane, una borsetta o un beauty-case contenente un rotolo da 50 e 100 euro e la fidanzata ridotta al suo «lato B» seduta di schiena sul tavolo. La foto, scelta tra le 5 simili pubblicate, è stata pixelata da me, ma è visibile integralmente cliccando sul profilo Instagram; annoto l'assurdità che adulti come noi sentano il bisogno di censurare quello che figli e nipoti vedono liberamente. Ma tant'è. 

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La storia fotografica è stata vista dagli oltre 3 milioni di followers, ha avuto oltre 600mila like con  più di  3mila commenti: moltissimi sulla parte anatomica della ragazza messa in primo piano, altri con i complimenti verso chi può permettersi una colazione con droga, sesso e soldi. E sono molti giovanissimi a commentare. E ci sono bambini a seguire, come si vede da altre foto del profilo e come chiunque può testare andando in una scuola elementare a chiedere chi è (per esempio) Sfera Ebbasta. Consiglio di farlo, per togliersi il dubbio.

Il problema, in fondo, non è che in rete ci siano messaggi che cozzano contro un qualsivoglia progetto educativo come il Titanic contro l'iceberg: ci sono e ci sono sempre stati. Il problema è l'incapacità di discernere: così, il rappresentarsi mentre si fuma marijuana a colazione con una ragazza svestita seduta sul tavolo è considerato «figo» da quasi tutti i giovanissimi e «ormai normale» da quasi tutti gli adulti, anche coloro che sono chiamati, per professione o per vocazione, a fare crescere le nuove generazioni, nelle scuole, nelle associazioni, nelle parrocchie e via dicendo.

Così continuiamo a spendere soldi pubblici e privati per fare corsi di rispetto (contrasto sexting, bullismo e cyberbullismo) e di prevenzione dell'uso delle droghe senza toccare minimamente il contesto culturale in cui tali pratiche sono promosse. Nello specifico: si ha il coraggio di dire che la foto della ragazza esposta non rende «figo» chi la fa e non è rispettosa della donna? Che quella foto rappresenta esattamente quello che alle ragazze si dice di non fare mai?  Si ha il coraggio di dire che fumare marijuana non è essere liberi, ma dipendenti in senso lato? E che chi lo fa non va né imitato né ascoltato, ma semmai aiutato a smettere? E che non è un modello, anche se fa successo?

Senza questo coraggio, non possiamo dirci educatori. E forse nemmeno adulti.

Marco Brusati

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