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La strategia del silenzio, la più praticata anche in ambiente ecclesiale, espone e predispone alla progressiva sclerosi della coscienza critica delle persone, che diventano, prima, insensibili alle sollecitazioni e, poi, incapaci di distinguere il bene dal male. Così l'assuefazione al male diventa essa stessa un male.

Quando un artista o un personaggio pubblico cercano lo scandalo, due sono le reazioni possibili: parlarne e così diventare involontari promotori di un messaggio che non si condivide, oppure stare zitti per non alimentare lo scandalo stesso. La strategia del silenzio, la più praticata anche in ambiente ecclesiale, espone e predispone però alla progressiva sclerosi della coscienza critica delle persone, che diventano, prima, insensibili alle sollecitazioni e, poi, incapaci di distinguere il bene dal male. Ne è prova il caso che vado a raccontare.

Nel centro di Parigi, a pochi passi dall’Arco di Trionfo, nel cuore del cuore della Capitale europea, e a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, è ancora oggi esposto il manifesto della tournée di un gruppo rock-elettronico, gli Shaka Ponk, che riporta la foto di una ragazzina dall’aspetto giovanissimo, praticamente nuda, in atteggiamento di effusione erotica con una scimmia; nell’abbraccio che nulla lascia all’immaginazione, la scimmia le mette, letteralmente, le mani addosso, anche se dovremmo parlare di zampe.

L’immagine* non è riservata alla piccola o grande nicchia dei fans del gruppo artistico, non è protetta da password come si potrebbe fare su smartphone, tablet o computer, ma è sulla pubblica via, visibile a tutti, adulti, anziani, uomini, donne, bambine e bambini, alle migliaia e migliaia di turisti che assiepano i centri delle grandi Capitali europee. 

Certo ha le sue gravissime responsabilità morali chi ha voluto promuoversi con questa abominevole immagine di pornografia bestiale, abbrutendo la donna a rango subumano di partner erotico di una scimmia: da chi l’ha pensata, a chi l’ha elaborata, stampata e, infine, ne ha autorizzato l’esposizione. Ma quello che colpisce è l’indifferenza di centinaia di migliaia di persone che sono passate di li, magari con i loro bambini per mano, e non si sono sentite stomacate, né si sono minimamente interrogate davanti a un’immagine che può interessare giusto qualche mente pronta per una comunità di recupero dalle perversioni o per le sbarre di una patria galera. E se non fosse stato per la segnalazione giustamente scandalizzata del christian-rapper Manou Bolomik sul suo profilo Facebook, non ne saremmo nemmeno venuti a conoscenza.

Purtroppo, quando si tratta di fare spettacolo, che sia un programma televisivo o un concerto, vige la regola del "purché se ne parli", anche se, come in questo caso, si fa della pornografia bestiale. Intanto, i bambini che passano di li con le loro famiglie, vedono, in quell’immagine, il loro futuro andare in frantumi. E quelli della strategia del silenzio, ne sono, loro pure, responsabili.

* L'immagine è visibile QUI

Marco Brusati

 

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