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«Se vuoi cambiare il mondo, inizia rifacendoti il letto. Se ti rifai il letto ogni mattina, avrai portato a termine il primo compito della giornata. Proverai un piccolo moto d'orgoglio per te stesso e sarai incoraggiato a portare a termine un altro compito. E poi un altro e un altro.

Entro la fine del giorno, quei piccoli compiti portati a termine, diventeranno una missione portata a termine»: così diceva il 2 maggio del 2011, l'ammiraglio della marina americana William McRaven ai neolaureati dell'Università del Texas (QUI).

Tra questi non credo che ci fossero gli esperti che hanno curato il piano per la ripresa sotto la guida di Vittorio Colao (QUI, QUI, QUI, QUI) e se c'erano non credo abbiano applicato il principio dell'ammiraglio che vede i grandi obiettivi come progressiva sequenza di piccoli passi e piccoli compiti nella vita quotidiana, che va conosciuta, amata, sofferta, vissuta, se davvero la si vuole cambiare. Bisogna sporcarsi, con la realtà: con la terra del proprio giardino di casa da cui estirpare le erbacce; con la pappa dei bambini che si appiccica sui pantaloni; con il sudore nero sui mezzi pubblici senza condizionatore.

Bisogna essere esperti di quotidianità, sapere il prezzo del latte, della pasta e delle uova; essere esperti significa avere fatto esperienza e sapere che se compri il petto di pollo intero costa meno di quello tagliato a fette;  che le albicocche a 6 euro si lasciano sul bancone se hai famiglia; che se vai in treno e in metro lo fai perché lo spostamento in auto costa troppo, non perché ti diverti.

Bisogna capire le priorità, perché se vivi in una famigia di 5 persone non è il bonus di 500 euro che ti fa decidere se andare o no in vacanza: non ci vai e basta perché gli altri 1500 euro in albergo per la settimana di vacanza magari non ce li hai; o perché 82 euro di sola autostrada per andare, per esempio, da Milano a Roma sono diventati un investimento su cui una famiglia deve riflettere.

Invece assistiamo al rincorrersi di parole grosse: rapporto finale, obiettivi generali, ambiti fondamentali; da altre parti ora si invocano e si convocano gli Stati Generali. E c'è ormai da giurarci: dietro le parole grosse c'è il vuoto per tutti e la pienezza del potere per i pochi che le possono usare come fossero Vangelo.

Marco Brusati

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