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 Non so quanta consapevolezza di questo ci sia in giro: di certo c'è il silenzio del mondo adulto e di quel mondo educante che avrebbe tutte le ragioni per gridare. E non lo fa.

Elettra Lamborghini, che è stata chiamata come ospite al 70mo festival di Sanremo, si definisce la Twerking Queen, ovvero la regina del twerking. Vediamo cosa significa tutto questo e cos'ha a che fare con le bambine e i bambini.

Una premessa è dovuta: se questo prodotto fosse riservato agli adulti non starei nemmeno a scrivere. Ma vedremo che ci sono di mezzo i bambini e allora scrivere è un dovere,  poi decidete voi. Anzitutto questa è la copertina dell'album pubblicato a giugno 2019, pixelata da me: risulta singolare che su questo Blog e tra adulti ci sentiamo in dovere di censurare un'immagine liberamente a disposizione di figli e nipoti. Ma tant'è.

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Cosa, significa, dunque «twerk», «twerking» o «twercare»? Secondo il dizionario Oxford online, «twerking» significa «ballare una musica famosa in un modo sessualmente provocante che coinvolge i movimenti di spinta dell'anca in una posizione accovacciata». Inoltre, secondo l'edizione inglese di Wikipedia, si tratta di un tipo di danza sviluppatosi negli strip-club, locali vietati ai minori per antonomasia. Non è un ballo per bambini, com'è anche evidenziato dal fatto che sui siti pornografici ci sono oltre un milione di video categorizzati alla voce twerking e sue varianti.

Ma, si dirà, al festival la regina del twerking non è che abbia fatto chissà quali evoluzioni erotiche. L'errore di valutazione sta proprio nel credere che il problema sia quello che avviene sul palco dell'Ariston o in qualsiasi altra televisione. Come scrivevo in un precedente editoriale, il problema è che, mentre l'artista canta e balla la sua canzone sul palco dell'Ariston in una TV, in contemporanea canta e balla quanto ho sopra descritto negli smartphones di ragazzini e bambini che vedono video come Mala (clicca QUI)  o Pem Pem (clicca QUI) che andrebbero vietati ai minori. Invece, se volete proseguire nella lettura, vedremo che non è così e che non stiamo parlando di arte erotica cui assitono adulti consenzienti. Intanto, qui sotto riproduco tre immagini tratte dei video sopra citati, che sono state censurate da me: consiglio però di guardare tutti i video per rendersi conto del prodotto, altrimenti mi si da del bigotto ante-litteram.

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Detto questo e posto che questo tipo di video attira molti like, l'artista è arrivata al 70mo Festival di Sanremo, dove si è contribuito al processo di normalizzazione anche di questo tipo di progetto; un processo che contribuisce ad abbassare ulteriormente la soglia critica di chi è chiamato ad educare le nuove generazioni, posto che chi segue il Festival in Tv è mediamente un adulto; un processo che è iniziato da oltre un anno quando l'artista in questione è stata invitata ad insegnare il twerking nella trasmissione per eccellenza dedicata ai bambini in età prescolare e di prima scolarizzazione, «Me contro te»; si tratta di una trasmissione che ha come target ufficiale bambine e bambini di 5-10 anni, come ha certificato l'autorevole quotidiano Il Sole 24 Ore ed il cui merchandising abbassa ulteriormente il target di riferimento, come possiamo vedere sul sito di Amazon dove si vendono, per esempio, felpe e pantaloni con taglie 1-2 anni, 3-4 anni e via salendo; è quel «Me contro te che ha appena sbancato i botteghini al cinema con la prima uscita sul grande schermo dei film dei suoi due protagonisti. Ecco un paio di fotogrammi tratti dal video consultabile QUI.

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A chi crede che un personaggio possa parlare agli adulti e separatamente ai bambini, consiglio di cercare su Youtube "Lamborghini Me contro te», che restituisce un elenco di video che richiede attenzione (ricerca fatta il 7.2.2020): se scorrete l'immagine fino in fondo trovate, in quinta posizione, il video non censurato di «Pem Pem» di cui sopra, cosicché i bambini che cercassero una loro trasmissione, si troverebbero dentro un altro mondo, che non può essere il loro.

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Ecco dunque come si porta avanti un'azione di normalizzazione, che ha avuto il suo compimento pochi giorni fa sul palco della musica e delle famiglie riunite sul divano, sulla TV pubblica che avrebbe invece il dovere di interromperla, stante il suo compito sociale che giustifica il canone pagato da tutti. Un processo che poi è proseguito con le molte ospitate televisive. Non so quanta consapevolezza di questo ci sia in giro: di certo c'è il silenzio del mondo adulto e di quel mondo educante che avrebbe tutte le ragioni per gridare. E non lo fa.

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L'editoriale è stato aggiornato dall'autore in data 19.02.2020: titolo precedente: «Sanremo, Elettra Lamborghini e il twerking, che vuol dire «ballare in modo sessualmente provocante»: perché lo insegnano anche ai bambini dell'asilo nel silenzio degli adulti?»

Marco Brusati

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