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 Immagine1.jpgPer un intervento tecnico della Presidente del Senato Casellati, non è passata la liberalizzazione della cannabis light, che avrebbe accelerato la normalizzazione dell'uso di sostanze psicotrope. 

Nel dibattito che ne è seguito, molti, soprattutto tra i «contrari», concordano nell'affidare alla scuola il compito di sensibilizzare gli studenti, chiedendo, nel contempo, altre risorse perché quelle che ci sono non bastano. In realtà, non serve a nulla spendere milionate di Euro nei programmi scolastici contro la droga se, parallelamente, nella stessa scuola non si mettono in discussione i promotori seriali di droga che usano quei linguaggi che i giovanissimi amano di più: la musica, le fiction, l'arte in generale. Non serve a nulla se dei metaforici parrucconi come me salgono in cattedra a dire che la droga fa male mentre, contemporaneamente, nelle orecchie e negli occhi dei ragazzini-bambini passa 24/7 chi gliela propina simpaticamente, bellamente, normalmente e sotto ogni forma: marijuana e anfetamine, ma anche codeina estratta dallo sciroppo per la tosse (un 11enne sa come si fa), oppure sedativi chimici presi dall'armadietto delle medicine di mamma, oppure il famigerato GHB, la droga dello stupro. Mi fermo qui, perché c'è pure di peggio, molto peggio.

Risultato? Quasi il 30% dei 15enni fa uso di cannabis; il 2% dei 15enni è arrivato a fare uso di eroina (dati CNR); i minori tossicodipendenti presi in carico dal Servizio Pubblico Nazionale, in 5 anni sono aumentati del 100% in Lombardia, del 400% nel Lazio e del 90% in Emilia Romagna (dato SSN); il 40% dei 15enni ha fatto abbuffate alcoliche (dato SHBC Italia e Ministero della salute); l'età media per l'uso di sostanze psicotrope è 14 anni (dato: San Patrignano) e sta abbassandosi a 13 con punte fino agli 12 e persino 11 anni, come sanno gli operatori sanitari chiamati ad intervenire.
Chiamatela come volete: io la chiamo tragedia generazionale. E un Governo ha il dovere di far sì che una tragedia non diventi un'ecatombe.
E se per ora è stata evitata una battaglia (parlamentare), dobbiamo dire che la guerra (educativa) è già persa, se non si mettono fuori gioco, in primis, i predicatori di droga e sballo, con interventi preventivi, educativi, culturali e anche normativi. Si può fare velocemente: basta volerlo. Basta non avere paura.

Marco Brusati

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