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Ricorre oggi il 17° anniversario della morte di Giovanni Paolo II: mai domato, nemmeno dalla malattia, si è, come tutti noi, arreso.

Mai, però, è arretrato spaventato davanti al male e questo, oggi, è l'eredità che la mia generazione ha scritto nel suo cuore. 

L'ho incontrato in alcune occasioni, ma su tutte, una, la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 nella spianata di Tor Vergata con 2 milioni di giovani venuti da tutto il mondo attorno al loro pastore, malato, stanco, ma felice e quella sera con un'energia gioiosa e contagiosa. Avevo appena concluso il Grande Incontragiovani, di cui ero il direttore e lo abbiamo accolto al canto di "Emmanuel", alla cui realizzazione avevo collaborato. Quella sera mi trovavo  dietro il trono dove era seduto e da li ho potuto fisicamente vedere e sentire e percepire l'energia il dialogo tra Giovanni Paolo II e i suoi giovani. Esperienza irripetibile. 

gmg2k.jpg[Foto Vaticannews.va]

Grazie Giovanni Paolo II: che il tuo sguardo di pace oggi scenda su questo mondo che gioca ancora, come allora, sull'orlo dell'abisso, ogni giorno sempre più vicino al punto di caduta nel precipizio.

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