banner 1milione di letture

pceuff.pngAnno 5 PCE (Pre-Covid-Era): incontro con le scuole in Vaticano, affidato al mio coordinamento.

300mila persone. Gli eventi costruiscono appartenenza, identità e comunità; mantengono alto il livello di libertà; non sono totalmente soggetti alle regole mediali gestite da pochi soggetti globali. Si riprenderà poco a poco appena si potrà, ovviamente, ma chi crede di poterne fare a meno non ha fatto i conti con la natura umana ed il suo bisogno inestinguibile di relazioni frontali. Come scrivevo in un recente saggio*, «in quanto processi di comunicazione (...) gli eventi sono ordinati alla relazione e contribuiscono, in maniera unica e speciale, a soddisfare l’ineludibile esigenza relazionale degli esseri umani». Inoltre, un evento «è la rottura della linea temporale della quotidianità, da cui i soggetti coinvolti escono per rientrarvi dopo averla rielaborata durante l’evento stesso». Chi ha paura di tutto questo? Spero nessuno...ma non ne sono così sicuro.

[*M. Brusati «Progettare eventi culturali», in «Comunicare ad arte» a cura di B. Baldi, Zanichelli, 2020]

mb5.pngRiproduzione vietata
Copyright
Crediti fotografici: free use

 

 

Iscriviti alla newsletter