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Tik Tok è un'applicazione da smartphone dove le giovanissime hanno la possibilità di caricare i loro video musicali, troppo spesso esibendosi con testi, vestiti ed atteggiamenti totalmente inadatti all'età; così facendo, si espongono allo sguardo di tutti senza filtri, anche di adulti dall'altra parte del mondo o vicini di casa. Il tutto nel silenzio del mondo educante

È possibile che una 17enne faccia video musicali tanto erotici da essere ripubblicata su un sito di pornografia online? La risposta è sì. Tuttavia, in questo specifico caso, è doverosa una premessa: ho pensato molto, prima di scrivere questo editoriale, perché il dovere di denunciare la cultura esibizionistico-prostitutiva da cui le ragazzine-bambine vengono globalmente guidate in rete, deve andare di pari passo con il dovere di non suscitare curiosità inutili. Per questo, ho pensato anzitutto di non citare il sito di video pornografici cui faccio riferimento che semmai dirò alla polizia postale, e poi ho atteso che la persona interessata compisse 18 anni, proteggendola comunque dietro una sigla.

A.D. è una ragazza spagnola: ancora minorenne, come certificano le date di pubblicazione, inizia a mettere foto su Instagram che ottengono centinaia di migliaia di followers, dovuti, come si legge nelle sue presentazioni, ai suoi selfie da modella in bikini ed al suo stile di vita playero, da spiaggia. Sempre da minorenne, pubblica su Youtube e Tik Tok (ai tempi era Musical.ly) i suoi video musicali, in cui si esibisce con vestiti ridotti al minimo sindacale, in atteggiamenti e in pose ammiccanti.

Una compilation di questi video, come dicevamo, è finita su un sito di pornografia online dove, lo dico irrevocabilmente ed a scanso di ogni equivoco, non ci dovrebbero essere in alcun modo, anzitutto per motivi legali, anche se non solo. 

La vicenda di A.D., per la sua evidente gravità, permette di aprire uno spiraglio su un fenomeno tanto sconosciuto quanto sottovalutato ed accettato dagli adulti, siano essi genitori, insegnanti o educatori, ovvero la tragica normalità del comportamento di migliaia di ragazzine-bambine che pubblicano video ammiccanti, imitando le loro Star musicali ed esponendosi allo sguardo del mondo, in cui pullulano personaggi dalle fantasie marcescenti cui consegniamo, irrevocabilmente ed irrimediabilmente, le nostre "figlie": sì, perché una volta che un video è in rete, lo è per sempre e, anche se lo si cancella, qualcuno avrebbe già potuto salvarlo offline e usarlo a tempo indeterminato.

Per capire il fenomeno, basta andare su TikTok, un’applicazione che nel mondo ha 800 milioni di utenti di cui quasi 2,5 milioni in Italia, perlopiù giovanissimi; i video musicali sono realizzati per la gran parte da ragazze, apparentemente anche minori dei 14 anni minimi richiesti, in teoria, per diventare utente in Italia e dei 13 nel resto del mondo.

Di proprietà cinese, Tik Tok è frutto dell’evoluzione e della fusione delle App Musical.ly e  Bytedance; sulla piattaforma si possono pubblicare video di ogni genere, al massimo di 15 secondi, che di norma sono visibili a tutti e a cui gli utenti possono mettere un “mi piace” a forma di cuoricino. Tra questi, i micro-video musicali realizzati da ragazzine-bambine ad imitazione delle loro Star sono numerosissimi ed hanno, per la stragrande maggioranza, le stesse caratteristiche del video della 17enne spagnola A.D.: parole, atteggiamenti e danze ammiccanti.

In aggiunta, un aspetto inquietante che ho personalmente testato è il comportamento dell’algoritmo che consiglia i video agli utenti profilati: essendomi iscritto con i miei dati reali, ecco quali sono i primi 2 video che Tik Tok ha selezionato per me, maschio 50 enne; nell’ordine e criptando i nomi: @ga(…), una giovanissima adolescente di circa 15 anni che, tra una mossa ammiccante e l’altra, canta «Pazzesca» (Myss Keta), che argomenta così: «Dice che sono pazzesca, sarà il fascino della tedesca, vuole uno spicchio della mia pesca, mhm, frutta fresca». Chi crede di essere dal fruttivendolo, invece che in un’allusione erotica, può andare a vedere il video originale del brano, dove non si lascia spazio al dubbio o alla fantasia poiché l’artista originale è nuda (o nude look, come si ama dire) dal primo all’ultimo secondo. Ancora più esplicita è la seconda proposta che mi offre il sistema, ovvero @cla(…) di circa 13 anni la quale, con un corpo ancora troppo da bambina, canta maliziosamente «TVTB» (Fedez feat. Dark Polo Gang), un brano decisamente pornografico che, iniziando con «ho il cervello mangiato dal sesso», enumera diverse  pratiche sessuali con volgarità esplicite ed altrettante allusioni.

Ciò offre un importante indizio che l’algoritmo, per esempio, attraverso il comportamento degli utenti o dei visitatori, ha imparato che un 50enne maschio possa essere interessato a video ammiccanti di ragazzine-bambine. C'è di che inorridire, mentre si apre una nuova e atipica frontiera nella protezione dei minori e dei più vulnerabili. Intanto il mondo educante guarda da un'altra parte, impegnato in non si sa cosa di più importante.

Marco Brusati

 

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