banner ringraziamento 500000 lettori

 

"Piccola non devi mentire, te l’ho letto negli occhi. Quindi, vieni a rollare una canna. Ora, fletti(ti) (flex), è tempo di fare se**o. Ragazza, lo sai che non puoi resistermi”. Ci si rivolge così a una ragazza? E se queste cose le cantasse un rapper accusato di stupro di una 19enne ubriaca e sotto l'effetto di stupefacenti? E se le cantasse dentro una canzone estiva ballata anche dai nostri bambini? Purtroppo non è un'ipotesi, ma è  successo e sta succedendo.

 

A nessuno verrebbe in mente di organizzare una conferenza sul lavoro femminile o le pari opportunità invitando a parlare il magnate hollywoodiano Harvey Weinstein, “caduto in disgrazia, travolto dallo scandalo #MeToo, il grande movimento di donne - soprattutto dello spettacolo - che a partire dal suo caso hanno cominciato a denunciare molestie sul lavoro in tutto il mondo” (cfr. La Repubblica). La scelta di non invitarlo sarebbe unanimemente giudicata prudente ed opportuna, anche se la sentenza non è ancora stata pronunciata e si debba quindi presumere l’innocenza dell’imputato. Detto questo, è giusto domandarsi che senso abbia far cantare frasi sessualmente aggressive verso la donna ad un rapper rinviato a giudizio per violenza sessuale di gruppo (gang rape) su una ragazza 19enne, risarcita con oltre 2 milioni di dollari per evitare il processo in aula.

Eppure sta succedendo qui in Italia con il rapper giamaicano Sean Kingston, inserito in “Amore e Capoeira”, il tormentone di Takagi e Ketra cantato da Giusy Ferreri. Nell’era del #MeToo, la sola presenza di questo artista sarebbe da mettere quantomeno in discussione, ma quello che francamente sconcerta sono le parole inserite in un brano popolare, in vetta alle classifiche e ballato anche dai nostri bambini. Eccole: “Piccola non devi mentire, te l’ho letto negli occhi (…).Quindi, vieni a rollare una canna. (…) Ora, fletti(ti), è tempo di fare se**o. Ragazza, lo sai che non puoi resistermi”.

Se fossero solo le parole ad avere un retrogusto predatorio, sarebbe già sufficientemente grave: chi si rivolgesse così a una ragazza, meriterebbe un #MeeToo immediato e una reazione fisica magari poco ortodossa; peccato che tali parole contengano elementi della vicenda di abuso di cui il rapper si è reso protagonista e per la quale ha risarcito la vittima: droga, pressione per avere rapporti sessuali con una donna trattata come oggetto di piacere.

Infatti, come racconta univision.com, al termine di un concerto, la 19enne C.C., che aveva bevuto 7 vodka e aveva consumato marjuana, venne invitata dal rapper nella sua camera d’albergo, per un incontro con i fans. “Quando lei arrivò all’appartamento, Kingston si trovava (…) sul letto; lei provò a uscire, quando una guardia del corpo la buttò sul letto con tre uomini che iniziarono ad abusare di lei. Un’amica della vittima entrò e la salvò accompagnandola all’ospedale”. Dopo il rinvio a giudizio e il risarcimento multimilionario (cfr. lipstickalley.com), il rapper ha ammesso di avere avuto un rapporto a suo dire consensuale, ma una ragazza ubriaca e sotto l'effetto di stpefacenti, secondo la Legge -e secondo la logica-  non può dare il suo libero consenso, venendo a configurarsi un abuso de facto et de jure. C’è da ricordare che tra le cosiddette droghe dello stupro ci sono il famigerato GHB, la Ketamina, le Benzodizepine, ma anche, in primis, l’alcol. Chi si ricorda lo sdegno nazionale suscitato dai Carabinieri di Firenze che nel 2017 hanno approfittato di una ragazza 19enne ubriaca? Mi piacerebbe vedere lo stesso sdegno, ora.

Eppure, con tutti gli artisti in giro per il mondo, vediamo che al nostro Sean Kingston, nonostante questa storia, viene offerta la possibilità di ribadire in canto idee e parole che mi sto vergognando anche solo a riferire.

 

Marco Brusati

 

Contatti: QUI
Conferenze Multimediali: QUI
Editoriali TOP: QUI

Altri editoriali, scorri la barra qui sotto

 

Data:30 Agosto 2017
Lettori:16891
Data:02 Febbraio 2017
Lettori:5754
Data:19 Gennaio 2017
Lettori:5174

 

Iscriviti alla mia newsletter

Per ricevere la newsletter con i miei articoli, approfondimenti e studi, lascia i tuoi dati
Privacy e Termini di Utilizzo