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Quando le donne del Family Day vengono offese, perché nessuno si sente in dovere di spendere una parola per loro? Oppure dobbiamo pensare che esistono donne di seria A e donne di serie B?

Il fatto è noto: nella rubrica “Parliamone Sabato” del programma Rai “La vita in diretta” condotto da Paola Perego, si è parlato dei motivi per cui scegliere una fidanzata dell'Est, con tanto di lista stilata sulla base di pareri maschili e di congetture degli autori. Ne è uscito un elenco che va dal “dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo” al “niente tute e pigiamoni”, al “sono disposte a far comandare il loro uomo” e via dicendo. Diciamo subito che la rubrica è stata chiusa, dopo numerose esternazioni di rappresentanti istituzionali, esponenti governativi, giornalisti ed anche dell’immisurabile ed immancabile popolo dei social network: insomma, una trasmissione dall'utilità sociale prossima allo zero, un’uscita di pessimo gusto, un'assurda generalizzazione da Bar Sport hanno messo in moto la macchina delle dichiarazioni. Così Monica Maggioni, presidente Rai, ha detto: “Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell'Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile". Laura Boldrini, presidente della Camera, ha dichiarato che “questa vergognosa lista è offensiva sicuramente nei confronti delle donne: quelle italiane che non sarebbero sufficientemente brave con i propri compagni e quelle dell’Est descritte come dei peluche.” Tutto bene, ma c’è un però. Nemmeno una settimana è passata da quando il duo Fedez e J-Ax ha alzato il dito medio – che in Italia ha un solo brutto significato - nei confronti del milione di persone che ha partecipato al Family Day per sostenere l’idea che ogni bambino va cresciuto con un papà e una mamma. Non entro nel merito della manifestazione, né dei suoi contenuti perché il problema è sostanziale, non contingente. Se si accetta di considerare "manifestanti" dei facinorosi organizzati che mettono a ferro e fuoco Napoli o Bologna (per citare i casi più recenti), oppure delle donne che si denudano, per l'8 marzo in pieno giorno, nello spazio sacro dell’Altare della Patria, abbiamo almeno il dovere, tutti e comunque la si pensi, di garantire la manifestazione pubblica del pensiero, che può essere discusso o anche combattuto, senza che chi lo esprime venga gravemente offeso. Perché questa garanzia è l’essenza della democrazia, senza la quale non c’è né Stato, né Nazione, né Civiltà. E per andare al cuore della questione femminile, occorre domandarsi: le centinaia di migliaia di donne che hanno partecipato al Family Day non sono state offese dal dito medio di Fedez e J-Ax, nel silenzio divertito e compiaciuto di molti, troppi, quasi tutti? Oppure dobbiamo pensare che le donne si sentano offese solo quando l’indignazione istituzionale autorizza ad esserlo?

Marco Brusati

 

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